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Idrauilica Riscaldamento

Bonus caldaia: cosa cambia dal 3 agosto 2026

Dal 3 agosto 2026 cambiano le regole sugli incentivi per la sostituzione degli impianti di riscaldamento. Se stai pensando di sostituire la tua caldaia, è importante capire quali scelte vengono ancora agevolate e quali no.

La novità normativa: la Direttiva RED III e il D.Lgs. 5/2026

Tutto nasce dal recepimento italiano della Direttiva europea RED III (UE 2023/2413), avvenuto con il Decreto Legislativo n. 5 del 9 gennaio 2026, in vigore dal 4 febbraio 2026. Questo decreto ridisegna in profondità le regole sulle fonti rinnovabili e, in particolare, introduce criteri molto più stringenti per l’accesso agli incentivi nel settore del riscaldamento domestico.

L’obiettivo è chiaro: accelerare la transizione verso soluzioni a basse emissioni e scoraggiare tecnologie che, pur non essendo fossili, contribuiscono al problema della qualità dell’aria.

Stop agli incentivi per chi passa dal gas alla biomassa

Fino al 3 agosto 2026, chi sostituiva una caldaia a gas con una stufa a pellet, una caldaia a legna o un caminetto poteva accedere:

  • alla detrazione fiscale del 50% (Bonus Casa / Ecobonus) per la prima casa;
  • al rimborso diretto del Conto Termico 3.0, fino al 65% della spesa.

Dal 3 agosto questa strada si chiude. Chi sceglie di passare da un impianto a gas a una soluzione a biomassa perde qualsiasi agevolazione: niente più detrazioni fiscali, niente Conto Termico, niente incentivi regionali o comunali.

Il motivo è sia normativo che pratico: la direttiva europea applica il cosiddetto “principio dell’uso a cascata”, secondo cui la biomassa deve essere destinata prioritariamente a usi a maggior valore aggiunto e non semplicemente bruciata per produrre calore. In più, passare dal gas a una stufa comporta l’introduzione di emissioni di PM10 e PM2.5 — polveri sottili — che il gas non produce, andando in direzione opposta rispetto agli obiettivi europei sulla qualità dell’aria.

C'è un'eccezione: biomassa che sostituisce biomassa

La porta non è completamente chiusa, ma il varco è stretto. Chi possiede già un vecchio impianto a biomassa può sostituirlo con uno più efficiente della stessa categoria, accedendo ancora agli incentivi, ma solo se il nuovo apparecchio rispetta tutti questi requisiti tecnici:

  • Certificazione a 5 stelle
  • Rendimento termico non inferiore all’87%
  • Sistema di accumulo termico adeguato
  • Emissioni di particolato primario non superiori a 1 mg/Nm³

Si tratta di standard elevati, accessibili solo ai prodotti di ultima generazione. Vale quindi la pena verificare attentamente le caratteristiche tecniche dell’impianto che si intende installare prima di procedere.

Quali impianti restano agevolati dopo il 3 agosto

I bonus non spariscono: cambiano le tecnologie ammesse. Le agevolazioni rimangono attive per chi sceglie:

Pompe di calore elettriche Tra le soluzioni più incentivate, offrono alta efficienza e zero emissioni dirette in casa.

Sistemi ibridi certificati “factory made” Ovvero una caldaia a condensazione di classe A abbinata a una pompa di calore, assemblata come unità unica dal produttore. Attenzione: i sistemi assemblati in cantiere non rientrano nella categoria agevolata.

Impianti solari termici Per la produzione di acqua calda sanitaria e integrazione del riscaldamento.

Per tutte queste soluzioni restano validi:

    • Ecobonus al 50% per la prima casa (36% per le seconde case)
    • Bonus ristrutturazione
    • Conto Termico 3.0, che eroga un rimborso diretto fino al 65% della spesa, senza dover aspettare i tempi della dichiarazione dei redditi

Cosa cambia per chi ristruttura l'impianto termico

C’è un’altra novità importante per chi pianifica interventi più ampi sull’immobile. Dal 3 agosto, chiunque intervenga sull’impianto termico nell’ambito di una ristrutturazione dovrà prevedere l’integrazione di fonti rinnovabili. L’unica via d’uscita è documentare nella relazione progettuale una comprovata impossibilità tecnica o economica.

È un aspetto da valutare fin dalla fase di progettazione, per evitare di dover rivedere le scelte tecniche a cantiere già avviato.

Da tenere presente, però: l’acquisto di una stufa destinata esclusivamente al riscaldamento puntuale di un singolo ambiente non rientra tra gli interventi soggetti a questi nuovi vincoli. Chi volesse aggiungere un elemento decorativo e funzionale in un singolo locale può farlo senza incorrere nell’obbligo di integrazione rinnovabile.

In sintesi: cosa fare prima del 3 agosto

Se stai valutando la sostituzione del tuo impianto di riscaldamento, il momento per pianificare è adesso. Le scelte da considerare sono:

  • Pompa di calore: la soluzione più incentivata e in linea con le direttive europee al 2030.
  • Sistema ibrido factory made: un buon compromesso se la tua abitazione non è ideale per una pompa di calore da sola.
  • Sostituzione biomassa con biomassa: possibile, ma con requisiti tecnici precisi che vanno verificati prima dell’acquisto.

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Articolo aggiornato a giugno 2026. Le informazioni si basano sul D.Lgs. 5/2026 e sulle disposizioni vigenti. Per situazioni specifiche si consiglia sempre la consulenza di un tecnico abilitato.

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